Auguri, mamma

in spiaggiaAuguri mamma.  Per le notti di Natale in giro con la slitta. Per le uova colorate a Pasqua, perché ci siamo arrampicate su tutti gli alberi di Obra. Perché mi piace come sono, con il cuore di montanaro e i pensieri di donna.

Per la neve che mi mandi in inverno a dirmi che tutto va bene.

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L’unica cosa nell’ultimo giorno del mondo

Prima di scrivere sul blog, la maggior parte dei post li annoto su un block notes. Non perché io sia irrimediabilmente grafomane, o non solo, ma perché in questo periodo Eliandro vuole vedermi accanto a sé. Così ci accoccoliamo tutti e due sul divano (o tutti e tre, con Lemuele) e nella maggior parte dei casi lui se ne sta buono. A guardarmi e “sentirmi”.

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Quello che i numeri non dicono

nel boscoEccolo qua, lo sento questo numero 37 che mi si arrampica addosso, è arrivato silenzioso, in punta di piedi, un passo dietro l’altro per non farsi notare. Eccolo, è approdato, è il suo momento di farsi festeggiare, ora è sulle mie spalle e ne vede di cose da lì.
Perché ce ne sono state, di cose, dal 18 aprile del 1975 ad oggi. Così tante che a ripensare indietro ripesco giorni che mi sembrano di una vita non mia. Mi sembrano pezzi di altre storie, con protagonisti diversi. Attori che quasi non riconosco, mode e momenti che non mi pare di aver vissuto, parole che mi sembra impossibile aver detto, sensazioni che ormai sono addormentate sotto la pelle.

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