Vi presento un’amica

Bodò ospita una Mamma di razza: mi ha divertito un sacco con il suo “Manuale di sopravvivenza” e i “Dialoghi surreali con l’armadio Nerone”. Qui ci spiega perché ‘sto principe azzurro non lo acchiappiamo mai. Tutto il resto lo trovate qui (e vi assicuro che vale la pena farci un giro).

Girandomi e rigirandomi nel letto, alla ricerca di una risposta all’eterno dilemma, finalmente l’ho trovata. Una passa tutta l’adolescenza a cercare il principe azzurro, salvo poi doversi mettere il cuore in pace non riuscendo a spiegarsi perché tra la favola e la realtà ci passino quei due o tre trilioni di corna, qualche imbecille di professione, mammoni a non finire e uomini senza palle.
Ed ecco che quando meno te l’aspetti vedi la luce.

Il principe azzurro è gay. E ora che l’ho capito, so che da questo momento in avanti avrò una concezione nuova e diversa degli uomini. E della mia adolescenza. Mi sentirò, insomma, una scampata al destino toccato a Cenerentola e compagnia bella.

Lo so, penserete che qualcosa ha disturbato la normale attività dei miei neuroni alla continua ricerca di gloria. E invece no. Pensateci.
Ma lo avete visto il principe azzurro? No, dico, lo avete guardato bene? E soprattutto, vi siete mai chieste perché una faraonica azienda come la Disney non abbia mai pensato a un sequel? La risposta è sempre quella, non fa una piega. Il principe azzurro è gay.
Faccia sbarbata come se i peli non fossero mai passati da quelle parti, portamento delicato e raffinato, in groppa a quel cavallo bianco (dai, gay pure il cavallo!), ondeggia nella sala da ballo con Cerenentola come se avesse un paio d’ali sotto i piedi.
Mai un tentennamento, un capello fuoriposto, una colica improvvisa, una scappatella, una crisi di gelosia, una scivolata, niente di niente.
Quando capisci che c’è il trucco è sempre troppo tardi. Avresti potuto risparmiarti quintali di bile se solo il tuo cervello ci fosse arrivato prima.
L’adolescenza, infatti, finisce quando a infiniti interrogativi segue sempre la stessa risposta: ma dov’è il cavallo bianco? E il ballo organizzato a posta per me? E le scarpe da urlo in cristallo pregiatissimo? E il castello? E i topini che mi fanno l’abito? E la zucca che si trasforma in carrozza? E i fiori? E quella pertica di principe che non aspettava altri che me, dove mai sarà?

Dal tunnel, credetemi, si esce. Quella pertica di principe non esiste. Il tuo, di principe, se non fai presto a presentarti per la scarpetta ne ha già trovata un’altra. Di scarpetta, intendo, perché della principessa, fidatevi, il principe non sa che farsene.

da http://unamammadirazza.blogspot.it/  

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