Mamme coraggiose (il primo vaccino non si scorda mai)

La scorsa settimana ho portato Eliandro a fare il primo vaccino. Ci sono andata tranquilla come una pasqua, visto che con il fratello maggiore non c’era stato nessun problema, tutto liscio come l’olio. E questo dopo una serie di ansie da neofita che manco l’avessero operato a cuore aperto.

Stavolta invece nulla, serena. Riflettevo anche sul fatto che è proprio vero che i secondogeniti ricevono un trattamento tutto diverso… crescono un po’ più alla spartana, ecco. Oppure, mi dicevo, sono io che miglioro a vista d’occhio. Tutta tronfia, pensavo, guarda, porti il tuo bimbo a fare due orrende punture e nemmeno un cruccio, nemmeno ti senti un traditore tipo Ponzio Pilato, ad accompagnare il tuo bel neonato che dorme tutto sereno e sorridente nel suo ovetto -tipo pubblicità della camomilla Bonomelli- a farsi forattare ben due gambine.

Comunque siamo partiti in quattro, mamma, papà e i due pupi. Al momento topico, quello in cui scoprivo le povere coscette al malcapitato, fino ad allora fiduciosamente gorgheggiante (e poi dicono che te devi fidà), Lemuele, 16 mesi, stava in braccio al papà. Federico, con troppa fiducia nell’amor fraterno, ha convinto le sorridenti dottoresse che certo il grande sarebbe scoppiato in un pianto a dirotto, nel sentire urlare il fratellino. Questa affermazione ha lasciato tutti un po’ perplessi. E infatti, quando lo sventurato ha riempito di grida l’ambulatorio, Lemuele è rimasto più impassibile di un consumato giocatore di pocker (o forse, addirittura, un sorriso sornione gli ha sfiorato il volto. Ma no, ma va, sarà stata un’impressione).

Superati i momenti più difficili, Eliandro cade in un sonno di sasso. Quindi vedi, Fioly? Tutto per il meglio anche ’sta volta. Quante storie fanno certe mamme per ’na puntura… tzè, principianti.
Fino a quando, alcune ore dopo, il neo vaccinato si sveglia con il pianto più lungo che abbia fatto dalla nascita (va detto per correttezza che il record era di 9 minuti circa, in occasione del primo bagnetto). E mo? Che se fa?
Ecco che la mia spavalderia si affloscia, dopo pochi attimi di pianto straziante, lacrime vere e occhioni gonfi e arrossati.

Che gli do? Tachipirina? Se gli fa male? Ghiaccio sulle punture? No, proviamo con un panno fresco. E se gli viene la febbre? Che magari chissà, il termometro non funziona, o magari sviluppa un’allergia al vaccino, un’intolleranza all’ago… se ne sentono di tutti i colori al giorno d’oggi. Ma mica starà gonfiando? Chiamiamo la pediatra? L’ambulanza? L’elisoccorso?…

Calma, Fioly, calma. Dopo alcuni profondi respiri per tornare alla realtà e un rapido consulto coi nonni che trovo a portata di mano, decido di somministrargli il paracetamolo, come prescritto dalla associazione medici italiani. Poi un po’ di (tante) coccole, qualche ninna nanna e dondolamenti vari, ecco che torna il sereno.

Quindi niente, apprensivo se lo sei, ci resti. Questa è la morale. E mi pare di capire che esserlo, almeno un pochino, fa parte del contratto di base di Mamma. Una roba imprescindibile, come l’obbligo di saper nuotare per un sommozzatore. E ho capito che io sarei così probabilmente anche al dodicesimo figlio (non che lo voglia sperimentare personalmente, comunque).
Beh, pazienza, ognuno ha i propri limiti, basta conoscerli. O no?

Il jolly è: farsi amico un pediatra sempre disponibile in caso di attacchi di panico materni

(Info: per un approfondimento più intelligente delle fregnacce lette sopra, puoi trovare qui il piano vaccini 2012)

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8 thoughts on “Mamme coraggiose (il primo vaccino non si scorda mai)

  1. Wow, quanto sono particolari i nomi dei tuoi bambini. Eliandro mi ricorda un po’ Leandro, Lemuele mi ricorda Emanuele. Però mi viene in mente che siano entrambi nomi inventati, può essere?

  2. beh diciamo che un po’ nel tempo ci fai il callo a questo contratto di base. Però sono calli specie-specifici cioè ti abitui alle magagne abituali dei tuoi figli singolarmente. Per esempio Irene è quella dalla febbre da cavallo (record di 41.3 nonsosemispiego) e Lorenzo invece è il campione delle cadute mirabolanti consfregioincluso ma giammai capitasse il contrario allora sì che vado in panico!
    ps: io ce l’ho il jolly, è a 40km di distanza ma è di quelli che già solo quando ti dice “signora…” ti sei già rilassata 😉

  3. grazie Fioly!!
    Ho scoperto il tuo blog grazie a Giusy e mentre Alice dorme non riesco a staccarmi dal pc
    domani primo vaccino e nonostante faccia l’infermiera la mamma che e’ ben nascosta in me e’ in ansia, speriamo bene….

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